Siamo preparati per la rivoluzione digitale?

“L’emergenza Covid-19 ha ribaltato le nostre vite, rivoluzionato il mondo del lavoro, digitalizzato tutto, niente sarà più come prima.” 

L’hai pensato anche tu?

La pandemia che ha colpito il mondo in questo 2020, in effetti, ha avuto conseguenze in tutti i settori della nostra vita.

Tra le altre cose, il bisogno di sicurezza che questo virus ci ha imposto, ha accelerato il fenomeno del telelavoro, il lavoro a distanza, che è stato solamente il primo gradino di una rivoluzione digitale che interessa ognuno di noi, coinvolgendo il nostro lavoro e la vita stessa. 

Come succede di fronte a ogni rivoluzione, anche in questo caso si apre lo spaccato tra chi vorrebbe fermare il futuro, ancorandosi a un passato collaudato, e chi invece è ben felice di cavalcare l’onda del cambiamento e si tuffa nel futuro con entusiasmo.

Come giustamente dicevano i latini, “In medio stat virtus”: la virtù sta nel mezzo. Non dobbiamo chiederci se fosse meglio prima o adesso, è un presupposto sbagliato: quello che dobbiamo fare è una sintesi. Cosa significa? Null’altro che trovare il giusto compromesso tra passato e futuro, operare appunto una sintesi del tutto, che è sempre il modo migliore per affrontare i cambiamenti. Guardare al futuro con ottimismo ma senza dimenticare da dove veniamo. Accettare la rivoluzione ma tenendo in conto che ogni cambiamento deve conservare qualcosa della tradizione.

Una rivoluzione digitale avrà come conseguenze, e lo abbiamo già sperimentato con lo smartworking, lo svuotarsi di uffici, l’individuo che, non più al centro di un gruppo, resta confinato all’interno della propria stanza di lavoro. Tutto ciò richiederà al contempo nuove competenze, nuove skill. Di conseguenza anche culturalmente si crescerà. L’evolversi delle tecnologie renderanno possibili opportunità finora solo pensate, come la visualizzazione delle immagini tramite ologrammi, per un sempre maggior realismo nella visualizzazione di cose e, perché no, persone e affetti lontani. Se questo rappresenterà certamente un vantaggio, sentirsi meno distanti grazie allo sviluppo della scienza e della tecnica, quello che dicevamo in precedenza rimane un requisito non trascurabile, se vogliamo prendere il meglio dal progresso e allo stesso tempo tenere con noi ciò che di buono il passato ci ha lasciato.

Un esempio? Sfruttiamo la tecnologia per sentire meno lontane le persone care e distanti, ma ricordiamo che un abbraccio può più di qualsiasi altra cosa, perché guardarsi negli occhi vale mille videochiamate o mille messaggi.

Un altro esempio? Se grazie alla rivoluzione digitale possiamo leggere infiniti libri direttamente sullo schermo del nostro tablet o smartphone, non scordiamo il fascino della carta da sfogliare, del suo profumo e l’opportunità di sottolineare con una matita le frasi più belle. O di regalare un libro a un amico e scrivere una dedica sulla prima pagina, a mano, con la nostra calligrafia. Spesso, in un mondo fatto di caratteri standard, finiamo persino col dimenticarla, la nostra calligrafia.

Entriamo quindi in questo nuovo mondo, e godiamone privilegi e pregi, ma teniamoci in tasca un pezzo di passato, come un lembo di copertina di Linus, per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo.

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